Per carità…. sono prevenuto e, in quanto tale, poco oggettivo. Questa premessa credo sia d’obbligo.
Ieri è con gioia (e perchè mai?) che apprendo degli arresti domicialiari della moglie di Mastella. E’ solo in quella ocasione che apprendo che la signora ricopre l’ incarico di presidente del consiglio regionale della campania (scriverò appositamente tutto in minuscolo). Si tratta indubbiamente di una cosa che mi era sfuggita (chissà insieme a quante altre), pur avendo letto ed imparato a memoria il libro “La Casta”. In realtà mi spiace aver gioito, in quanto la signora in oggetto paga lo scotto di una mia ancestrale antipatia per il marito, che con le sue lagne ed i suoi capricci (politici) credo sia uno dei maggiori responsabili del clamoroso insucceso di questo governo; uno dei principali artefici della stagnazione drammatica in cui versa il mio, amatissimo, paese. Non che la maggior parte degli “altri” gli siano da meno… ma lui secondo me potrebbe aprire un corso di laurea.
Sono a pranzo con dei colleghi, in un ristorante che al suo interno ha anche un paio di televisori sintonizzati su sky tg 24, ed apprendo in quel frangente che “anche” Mastella, ministro di Grazia e Giustizia, viene incrimato con 7 capi di accusa e si dimette. L’ impressione è stata quella di vedere uno squarcio di luce calda in un cielo decisamente cupo e nuvoloso. Mi viene voglia di offrire da bere ai colleghi e, scherzandoci sopra, recito testualmente: “ragazzi viviamo in un paese così assurdo che il presidente del consiglio (sempre minuscolo) sarebbe addirittura capace di non accettare le dimissioni”. Risate. Commenti. Polemiche. Applausi. Bene… passano 15 minuti ed appare il sottotitolo a scorrimento “Prodi chiede a Mastella di ritirare le dimissioni”. Fantascienza. No, anzi… repubblica delle banane (marce).